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Passeggiando per PalermoI profumi e gli odori di Palermo(2)
Un giorno, costretto dal maltempo a recarmi in ufficio con l'ausilio del treno, trovandomi nei pressi della stazione, girando l'angolo fui circondato da una miscela di profumi, molto forti e molto gradevoli, ma che sapevano comunque d'artificiale o meglio di "confezionato". Mi ero scontrato con l'ingresso di una nota profumeria in franchising. Quel momento mi ricordava qualcosa, ma cosa? Dopo pochi minuti mi ricordai del mio soggiorno a Monaco di Baviera e della stessa sensazione che avevo avuto nei pressi di Marienplatz, piazza storica della città bavarese. Profumi cittadini ed europei pensai, o meglio "profumi della globalizzazione". Riflettei allora se Palermo ne avesse dei suoi, unici ed inconfondibili. Villa Trabia, a pochi passi dal giardino inglese è, oggi, il più grande parco dei palermitani. La sua storia ci porta alla vita romantica e forse anche un po' triste di Raimondo Lanza, presidente del Palermo calcio e grande corridore automobilista, e ai suoi sfrenati ed incontrollabili eccessi di vita ( erano la belle epoque e gli anni della Targa Florio! ). Oggi il parco è visitabile e ospita una biblioteca, l'assessorato alla cultura del comune ed un internet point gratuito ( ingresso via Salinas n°3, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18). Ma sopratutto porta i profumi della campagna palermitana ( venne chiamata la Casena alle terre rosse), con le sue zagare, oleandri, aurecarie, allori, le siepi e il profumo forte di una terra che un tempo era coltivata e produceva i propri genuini frutti. Oggi il parco è un piccolo polmone verde per una città che a primo impatto offre odori quasi nauseanti di smog e cemento. Alle spalle del teatro Massimo, presso porta Carini ( una delle porte d'ingresso alla vecchia città edificata o meglio riedificata di certo nel 1310 ) si trova l'ingresso del mercato del capo, uno degli storici di Palermo e tra i più attivi e belli della città. La forza di questo mercato trova origine nel suo "frullatore" sempre acceso di profumi e odori. Vi consiglio una passeggiata nella mattinata, quando già sveglio offre profumi e odori di frutta, verdura ( assolutamente di stagione ) ma anche pesce fresco, carne e cibi cotti e pronti per essere gustati come le buonissime panelle palermitane. E se vi concedete qualche metro di passeggiata in più arrivate in via Cappuccinelle e passate dal panificio Morello. Il pane... che goduria e che profumi.. permettetemi d'un tempo ( quanti di noi acquistano oggi il pane confezionato e quasi privo di gusto nei modernissimi supermarket ?). P.s. Soffermatevi all'ingresso e godetevi lo spettacolo liberty del mosaico ( non vi ricorda lo stile di Klimt ?). Panormus, Palermo tutto porto, ma solo da pochi anni ai palermitani è stata ridata la bella passeggiata a mare, oggi Foro Italico. Oltre alla visione dello spettacolo che ha fatto innamorare tanti artisti in visita nella città ( stiamo parlando del bellevue sul piccolo golfo e Montepellegrino ), passeggiando lungo la promenade alla marina è bello assaporare la brezza del tirreno che abbraccia la città, "mescolata" questa al profumo del prato, magari appena tosato. A pochi passi, in via Lincoln al numero due, si trova uno dei più bei orti botanici d'Europa. Non fatevi scappare l'occasione di rimanere letteralmente drogati dalle infinite specie di piante e fiori che vi avvolgeranno in un delirio di profumi e odori ( aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18, ingresso € 5,00 ). Ma la città ha tanti altri odori ed un inconfondibile di pavé e acciaio, di verde cittadino, di palazzi nobiliari, insomma di storia cittadina è quello che si può trovare a piazza Marina, magari con un pizzico d'immaginazione, riportandoci ai tempi quando era una piazza vissuta e centro nevralgico dei commerci della città. Quando mercanzie e affari ne facevano il perno cittadino e nei momenti di relax si gustava una grattata al limone ( praticamente il ghiaccio grattugiato con l'aroma del limone fresco, oggi conosciuta in tutto il mondo come granita al limone ). Quando, nei primi del novecento, la linea tramviaria permetteva una bella e comoda passeggiata lungo tutta la marina ( Foro Italico ). Di profumi e odori la città ne ha tanti, si sa, e la maggior parte sono solo nostri, fatti di vita e ricordi. Ma dei profumi dei bar palermitani non possiamo mai dimenticarcene. Profumi veramente tenaci, come il caffè eccessivamente tostato o i cornetti caldi, che bastano pochi secondi per invitarci dentro a gustarli lasciando estasiate le nostre papille gustative. Marketing d'altri tempi.. Probabile! G.A. Minafò 16/02/2010 14:41 commenti (0)
Da piazza Castelnuovo al Giardino Inglese( 1 ) Appena arrivati a Palermo, sia per lavoro che per turismo, non si può negare, alla vista dei fortunati che vi si trovano al passaggio, l’apparire della caotica piazza Politeama, in realtà piazza Ruggero Settimo sulla parte ospitante il teatro Politeama Garibaldi e piazza Castelnuovo sulla parte ospitante il palchetto della musica di Salvatore Valenti e l’omonima statua dedicata a Carlo Cottone principe di Castelnuovo ( patriota ). La piazza è dominata, appunto, dal teatro Politeama-Garibaldi ( 1867-74 ) di Giuseppe Damiani Almeyda. Spettacolare interpretazione dello stile romano-pompeiano, quasi non si fa caso alle pitture coperte dalle colonne laterali, in quanto lo sguardo si sofferma sulla facciata principale, un arco di trionfo che fa da padrone alla piazza con, in alto, una quadriga in bronzo di M.Rutelli. Quest’ultima quasi a “supervisionare” la nevralgica piazza, sempre piena di gente freneticamente in corsa o assolutamente rilassata in una delle panchine al centro della nuova “agorà” palermitana. Al centro della piazza Ruggero Settimo la sua statua ci ricorda la storia della “strada della libertà”, simbolo della rivoluzione del 1848. Cercate di dimenticare per qualche secondo il caos che la piazza offre oggi a vostri occhi, abbandonando per un attimo le vostre facoltà uditive ed immaginate una campagna poco fuori le mura della città, qualche carretto contadino che passa su una strada dissestata e ingegneri in abiti d’epoca che cercano di tracciare uno “stradone” degno della rimembranza della rivoluzione del 1848. Il tutto immaginato ovviamente in bianco e nero. Ma ritorniamo al presente e, spalle al teatro Politeama, guardando a destra vediamo forse la strada più europea di Palermo, quella di cui tutti i palermitani ne vanno fieri, quella del passio ( passeggiata ), quella dello shopping elitario e quella delle principali manifestazioni e parate del capoluogo siciliano. Ma la rimembranza più affascinante ci riporta forse agli anni più “europei” di Palermo: quelli della esposizione nazionale del 1891-1892. Quando utilizzando parte del Firriato di Villafranca ( vasta zona delimitata da piazza Castelnuovo a piazza Croci, ossia dove il viale della Libertà finisce la sua corsa a tre vie) venne impiantato uno dei più bei spazi espositivi dell’epoca, reso ancora più importante sia dalle “officine” artistiche liberty di fama europea della famiglia Basile, sia dall’importanza di famiglie alto borghesi come i Florio, sia, anche, dall’importanza che la città di Palermo aveva come ponte virtuale tra l’Africa e L’Europa. Per intenderci, in quegli anni Palermo divenne una “piccola grande” capitale europea, con annessi scambi commerciali ed interculturali. Passeggiando da piazza Castelnuovo verso piazza Croci è inevitabile fare un tuffo nel passato, magari riportando la macchina del tempo proprio agli anni dell’esposizione nazionale, pensando a quello stradone come un crogiolo di persone, con annessi pensieri ed idee scambiate lungo la promenade palermitana. Magari sotto il fresco dei platani che aprono l’inizio della via in tre strade ( non vi ricordano un po’ les champs Elisées ? ). Passando per note griffe mondiali arriviamo a piazza Croci ( per i palermitani ), o meglio correttamente piazza Francesco Crispi, con l’omonima statua di Rutelli del 1905. Una pausa d’aria prima della fine del viale della Libertà per stringersi ad una carreggiata. Superando il quadrivio di semafori, passando dal neo gotico Istituto delle Croci ( da cui il nome popolare della piazza ) e dell’hotel Excelsior, troviamo l’ingresso di due giardini. Il primo e più famoso giardino inglese, nuova piccola passeggiata dei palermitani, ricco di fantasiosi viottoli e spazi verdi, e l’altro, di fronte ma più piccolo, giardino Garibaldi, perfetto giardino alla francese con la statua di Garibaldi al centro. Se volete “sbirciare” come i palermitani passano il tempo libero nella loro piccola “Hyde Park” fate un salto al giardino inglese ( aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 17.00 ), ma non di sabato pomeriggio, quando la confusione di persone non vi permette “quasi” neanche di camminare ( tra giochi con la palla, skateboard e pattini… ). La nostra passeggiata finisce poco oltre il giardino Inglese, sempre sulla via libertà, dove, superato l’incrocio con via Notarbartolo ( oggi purtroppo famosa per l’albero Falcone , piantato proprio sulla sua abitazione ed ancora oggi pieno di lettere, ricordi e ringraziamenti al magistrato simbolo della lotta alla mafia) sulla sinistra, si trova una bel palazzo liberty che guarda la piazza Alberigo Gentili ( famoso giurista marchigiano di rilebanza europea morto nel 1608). Si tratta della villa Zito, oggi proprietà del Banco si Sicilia, che ospita al suo interno la fondazione Mormino con un interessantissimo museo ospitante inoltre una ricca collezione di monete ( lun-ven 09.00-13.00 / 15.00-17.00 sab 09.00-13.00 ingresso € 4,00 info tel. 091 6085974 ). 16/02/2010 14:39 commenti (0)
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