Sette e trenta del mattino, fine Agosto. Partenza dal capolinea della linea 628 Sferracavalo – Piazza Alcide De Gasperi. Ci troviamo al famoso bellevue del golfo di Sferrracavallo. Che panorama! A destra Isola delle Femmine con le sue due Torri, una “in terra” e l’altra “ammare”, quest’ultima sulla piccola isola. Ma la vista si prolunga fino la punta del Rais attigua all’Aeroporto di Palermo. Il bus è abbastanza nuovo, ma mal ridotto. Vuoi anche per colpa degli utenti stessi. Sembra una galleria d’arte urban graffiti. Si oblitera il biglietto. Le mattine di agosto, si sa, le strade di città sono libere come non mai. Quasi immediatamente, superata la piazzetta si Sferracavallo, famosa soprattutto per quello che chiamano “il villaggio gastronomico di Palermo”, ci troviamo al primo passaggio a livello:chiuso. Sarà maledetto sicuramente dai pendolari. Aspettiamo circa due minuti e passiamo la piazza di Tommaso Natale. Un viale, tanti alberi e la chiesa. Sulla destra si scorge una bella villa patronale restaurata. Alla sinistra si inizia ad intravedere Monte Pellegrino. Secondo passaggio a livello. Stavolta libero. A questo punto inizia l’autista inizia ad accelerare in maniera un po’ esagerata. Forse contento di trovare la strada povera di traffico? Carpe Diem? Corsa sicuramente alimentata agli occhi, o meglio orecchie, dell’utente dai vari rumori interni e dall’asfalto sicuramente da rifare. Avvicinandoci al quartiere San Lorenzo altre due belle ville, una quasi fronte all’altra. Villa De Cordoba e villa Boscogrande. Poche le fermate richieste. Rallentiamo un po’ nei pressi dello Zen per varie auto in doppia fila. O meglio in fila “prendi caffè”. Dopo una lunga curva godiamo nuovamente della vista del monte più caro ai palermitani in tutta la sua grandezza. Quasi come trait d’union la piccola baia di Mondello lo congiunge al monte Gallo. Siamo partiti da li. Si arriva allo stop di villa Adriana. Ma la villa non si vede. Le piccole botteghe iniziano a prepararsi all’ apertura. Sempre piacevole sbirciare il risveglio di una città. Lasciamo viale Strasburgo per immetterci in stradine che ci porteranno alla piazzetta di san Lorenzo. Alternanza di belle case restaurate e vecchie poco curate alimentano il quadro attorno noi. Nella piazza troviamo un piccolo faro...o qualcosa di simile.. Chissà mi devo informare. Superata la piazza i nuovi palazzi ci ricordano dell’ espansionismo anni sessanta e della corsa alla cementificazione della città. Le strade si restringono finché non arriviamo alla nuova piazza Alcide De Gasperi, fronte stadio Renzo Barbera, con il famoso “carciofo” dei palermitani al centro. Qui scendiamo per la connessione, su viale Croce Rossa, per la linea 101. Pochi metri a piedi. Ma non è mica facile attraversare le strade a Palermo. Sulla piazza un utile centro informazioni AMAT ( gestore del servizio pubblico bus urbano). Dopo pochi minuti arriva il bus, molto lungo e poco affollato. Non voglio pensare alle ore di punta. Qui troviamo l’aria condizionata. Passato il viale e la bella statua della Liberta, ci inoltriamo per lo stesso viale che prende lo stesso nome della famosa statua. Con piacere ci divertiamo a scorgere vecchi palazzi che hanno fatto sicuramente parte della storia della strada. Ma anche, ahimè, brutti palazzi d’ epoca moderna. Prima dell’ incrocio con via Notarbartolo, sulla destra, troviamo il museo Mormino, famoso per la sua ricca collezione di vecchi metalli coniati. Subito dopo il grazioso giardino inglese e di fronte, stavolta con un giardino all’ italiana, la villa Garibaldi. Qui il viale della Libertà diventa a tre corsie e ci ricorda che Palermo, almeno un tempo, fu veramente una città Europea. I negozi high cost qui non mancano. Piacevolmente arriviamo a piazza Castelnuovo, ammirando a sinistra il teatro Politeama e a destra il palchetto della Musica. Immettendoci sulla più stretta via, o meglio Corso, Ruggero settimo,a sinistra troviamo il piccolo passeggio di via Principe di Belmonte. Salotto cittadino allietato da caffè e da locali di piccola ristorazione. Colore e vivacità all’ingresso grazie al piccolo fioraio che si trova dalla mattina a tardo pomeriggio. Eccoci arrivati a quello che un tempo erano i “quattro cantoni di campagna”. Campagna che oggi si trova a tanti e tanti chilometri dalla città. Pochi minuti e un semaforo ci separano dallo stop di piazza Verdi. Qui scendiamo proprio di fronte al magnifico teatro Massimo, uno dei simboli cittadini della sua rinascita e orgoglio dei cittadini Palermitani. Il tutto in quaranta minuti (n.b. trattasi di fine agosto!). Buon passeggio a tutti! AM









